Ciao portieri abbiamo scambiato due chiacchiere con Cristiano Viotti preparatore dei portieri del settore giovanile della Lazio e della nazionale italiana femminile Under 17.

Ecco di seguito la sua intervista:

Chi è Cristiano Viotti?

“Ciao a tutti, sono Cristiano Viotti ho 31 anni e sono nato e cresciuto a Roma dove vivo con mia moglie e due splendidi cani. Nel tempo libero amo curare il mio giardino e cucinare oltre ad essere un grande appassionato di musica e di cinema!”


Da dove proviene questa passione per il ruolo del portiere di calcio?

“La passione per questo splendido ruolo ha inizio a circa sette anni, durante gli europei del 92’ in Svezia vinti dalla Danimarca, dove rimango estasiato dal portiere danese Peter Schmeichel.”

Quando e dove hai iniziato la tua carriera da allenatore?

“Ho iniziato ad allenare nel 2008 nel settore giovanile di una piccola realtà dilettantistica, la Roma Team Sport. La stagione successiva sono passato al settore giovanile della Cisco Roma (poi diventato Atletico Roma) dove per due stagioni ho seguito i portieri della categoria Giovanissimi. Con il fallimento dell’Atletico Roma sono passato al settore giovanile del Futbolclub dove sono rimasto per cinque stagioni allenando i portieri del settore giovanile e della prima squadra nel campionato di Eccellenza con una breve parentesi da allenatore prima della juniores elite e poi della stessa Eccellenza. Nel 2015 sono passato al settore giovanile del Savio mentre nell’ultima stagione è arrivata la chiamata dalla Lazio e dalla Nazionale Under 17 femminile dove tuttora lavoro.”


Sei il preparatore dei portieri dei giovanissimi regionali della Lazio, cosa cerchi di inculcare nei giovani portieri?

“La cosa più importante quando lavori in un settore giovanile è sicuramente trasmettere ai tuoi portieri la cultura del lavoro e del sacrificio. Questo è il presupposto essenziale per raggiungere qualunque obiettivo.”


Qual è la tua metodologia di allenamento?

“Quando si lavora in un settore giovanile la priorità assoluta è quella tecnica. Solo con un grande bagaglio tecnico il portiere riuscirà a gestire le molteplici situazioni di gioco che si presentano in gara. Saper formare a questa età richiede grande competenza altrimenti si possono fare danni e la cura dei particolari è fondamentale nella costruzione del giovane portiere.”


Il calcio femminile si sta evolvendo e sta attirando l’attenzione di tutti gli addetti ai lavori. Essendo il preparatore della nazionale italiana femminile under 17, ci puoi spiegare quali sono le differenze nello svolgere il ruolo di portiere tra uomini e donne? Oppure non c’è una differenza sostanziale?

“La differenza sostanziale è quella fisica. La donna sviluppa circa il 30% in meno di forza rispetto agli uomini e questo crea la necessità di cambiare strategia per essere efficaci. La cura negli spostamenti e la ricerca del giusto posizionamento diventa fondamentale per sopperire al gap fisico. Inoltre si può contare sempre sul massimo impegno e la massima disponibilità al sacrificio, le donne starebbero in campo all’infinito, hanno grande voglia di apprendere e di conoscere!”

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Quali aspetti cerchi di curare negli allenamenti della nazionale femminile?

“Durante i raduni non avendo molto tempo a disposizione cerco di dare la priorità a lavori situazionali, cercando di ricreare tutto quello che la partita ci può proporre. Le gare sono spesso molto ravvicinate quindi cerco di far entrare rapidamente il portiere in un clima il più possibile vicino alla partita.”


Cosa vuol dire per te “essere un portiere”?

“Essere portiere vuol dire avere la forza e la voglia di indossare un mantello pesante, pieno di responsabilità, di emotività ma che ci regala anche delle grandi emozioni.”

Come inquadri il calcio nella tua vita attuale e futura?

“Il calcio per me è tutto. Vivo di calcio dalla mattina alla sera. Ho tanta voglia di imparare e di confrontarmi e riuscirne a fare la mia professione è il mio sogno.”

Conoscevi “Il Portiere” prima di questa intervista?

“Si lo conoscevo e vi faccio i complimenti per come curate anche il minimo particolare del nostro ruolo!”

Grazie Cristiano!

 “Grazie a voi!”

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