Salve amici de Il Portiere abbiamo realizzato in esclusiva un’intervista a Simone Del Mestre portiere della nazionale italiana di beach soccer che ci ha spiegato alcune regole e curiosità di questo sport.

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Allora Simone, dato che non tutti sono esperti di beach soccer, ci spieghi come vengono svolti gli allenamenti dei portieri e se stando a contatto con la sabbia risulta più semplice o più difficile parare i palloni.

Gli allenamenti sono molto simili a quelli del calcio, inizialmente si lavora sulla condizione fisica e sull’adattamento alla sabbia con lavori, si specifici per il portiere ma che vanno a stimolare la resistenza e il lattacido. A differenza dell’erba il lavoro su sabbia si può dire che abbia un rapporto di forza 3 a 1. Poi ovviamente si lavora molto sul situazionale ed in funzione ad alcune regole che questo sport ti impone a differenza del calcio, come ad esempio i soli 4 secondi nei quali la palla può restare nella propria area in fase di possesso che se viene infranta procura un tiro libero contro da centro campo (18m). e ricordiamo che nel beach soccer non esistono barriere a campo, è un tiro diretto. Il lavoro del portiere di beach soccer è concentrato molto sul rinvio con le mani, nello sviluppo di vari schemi ed azioni di attacco, ci vuole molta precisione e tempo.

Dove ha iniziato la carriera e dove gioca adesso?
Inizio la mia carriera nel 2008 per caso, e la mia prima squadra è il Coil Lignano, con cui vincerò la Coppa Italia e mi varrà poi la chiamata dalla nazionale. Dopo i tre anni a Lignano, passo due anni militando nel Colosseum Roma, fermandomi poi un anno giocando a calcio ad 11 con la Triestina, poi da tre anni gioco nella Domusbet Catania.
Come funziona un campionato di beach soccer e soprattutto che rapporto ha con il suo collega della nazionale Stefano Spada?
La stagione di beach soccer inizia verso metà maggio e parte con la prima tappa nella quale si disputa la Coppa Italia proseguendo poi con le varie tappe di campionato e finisce con le finali scudetto e finale di Supercoppa Italiana intorno a metà agosto. Con Stefano ho un bellissimo rapporto, siamo ormai da 8-9 anni assieme in nazionale e posso dire che tra di noi c’è zero rivalità, sinceramente con nessun altro collega ho mai avuto una sintonia come con lui. Nella nostra nazionale si può dire che non ci sia un titolare, entrambi giochiamo sempre durante la partita cambiandoci tra primo, secondo tempo e terzo tempo, una volta parte uno una volta parte l’altro.
L’anno scorso per lei è stata una stagione coi fiocchi. Miglior portiere italiano col premio del Pallone Azzurro, assegnato al migliore giocatore italiano dell’anno. Miglior portiere della Champions League giocata a Catania, più la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo e l’argento alle Olimpiadi Europee di Baku. Che ricordi ha di quella stagione?
Una stagione fantastica a livello personale, vincere il Pallone Azzurro per un portiere è una cosa inaspettata, vincerlo poi al fianco di un campione come Verratti (Vincitore nella sua categoria) è motivo di grande orgoglio, a casa l’altra estate ho portato a casa 2 medaglie con sopra rispettivamente 5 e 3 cerchi olimpici, beh sono ricordi che resteranno per sempre. Peccato invece per la Champions, arrivare in finale è stata dura e perdere proprio lì ad un passo dall’arrivo è davvero un peccato, ma comunque sono molto felice per il riconoscimento come miglior portiere della Champions League.
Quindi possiamo considerarla il Yashin del beach soccer?
Ora non esageriamo, si fa quel che si può.
Tra l’altro con un fiuto del gol che ha…
Sì, l’anno scorso ne ho segnati 2 in Champions League 2 con la maglia della nazionale.
Grazie Simone!
A cura di Simmaco Munno e Alberto Biasella

 

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