Il riscaldamento prima di una competizione cosa provoca? che funzione ha? cosa stimola?.

Definizione di riscaldamento

Per riscaldamento si intende l’insieme di tutte quelle misure che prima di un carico di lavoro fisico-sportivo sia esso di allenamento oppure di gara, e che serve per creare uno stato ottimale di preparazione psicofisica, cinestetica-coordinativa, e alla prevenzione degli infortuni.

Attraverso un riscaldamento razionale, specifico per lo sport praticato, dunque, si debbono creare migliori condizioni iniziali per le capacità di prestazioni neuromuscolari, organiche e mentali dell’atleta ,e per la sua disponibilità allo sforza, come anche condizioni ottimali per la prevenzione degli infortuni.

Il riscaldamento quindi ha lo scopo di portare il portiere ad uno stato prepartita ottimale, dove non solo la componente organica trae benefici, ma come la definizione di riscaldamento espone si va a stimolare anche il senso cinestetico  (senso del movimento),  che ci permette di percepire il nostro corpo e ciò che ci circonda. Serve inoltre a portare  lo stato di concentrazione ad un livello più alto eliminando il superfluo e i disturbi  intrinsechi ed estrinsechi ed acquisendo maggior rapidità di trasmissione di impulsi.

Gli scopi del riscaldamento sono quelli di innalzare la temperatura corporea che andrà attivare i vari sistemi metabolici , di aumentare l’irrorazione del sangue nei tessuti, di migliorare l’apertura e la dilatazione dei capillari nella muscolatura che saranno successivamente impiegati nel lavoro, ma soprattutto quello di provvedere ad un migliore rifornimento di ossigeno e di substrati  che rappresentano il presupposto di ogni miglioramento del metabolismo. Se la temperatura aumenta tutti i processi nervosi che sono collegati con la produzione di una eccitazione  la cronassia, l’aumento del potenziale di stimolo, la velocità di conduzione , si svolgono più rapidamente. La maggior eccitabilità del sistema nervoso centrale, tra l’altro provoca una maggiore velocità di reazione e di contrazione: un aumento della temperatura di 2° C produce un accelerazione della velocità di contrazione. Inoltre se aumenta la temperatura corporea dei tessuti del corpo, aumenta anche la sensibilità dei recettori sensoriali. Ciò è importante soprattutto per la capacità di prestazione coordinativa, in quanto la precisone dei movimenti sportivi dipende in misura notevole dalle informazioni che i recettori inviano al sistema nervoso centrale.

L’aumento della temperatura corporea svolge anche un’azione di prevenzione degli infortuni, diminuendo gli attriti, sia i muscoli i tendini e i legamenti diventano più elastici ed estendibili, abbassando così la predisposizione agli strappi, quindi, il pericolo d i lesione in movimenti sportivi che sollecitano al massimo l’apparato locomotore attivo e passivo. Il riscaldamento generale aumenta anche la capacità di carico delle articolazioni.

Il riscaldamento si può suddividere in riscaldamento generale e in riscaldamento speciale. Nel primo, deve essere portato a un livello elevato l’insieme delle possibilità funzionali dell’organismo. Ciò si realizza attraverso esercizi che servono al riscaldamento di grandi gruppi muscolari. Il riscaldamento speciale è specifico per la disciplina praticata, cioè si eseguono quegli esercizi che servono a riscaldare quei muscoli che sono in rapporto diretto con essa.

Il riscaldamento, a sua volta, può essere passivo, attivo, mentale, oppure realizzato in forma combinata.

Anche in campo psichico, il riscaldamento generale attivo provoca un incremento delle capacità e della disponibilità alla prestazione. Si previene a un’attivazione delle strutture nervose centrali, soprattutto della formazione reticolare e, quindi, a un aumento dello stata o di vigilanza, che si esprime soprattutto in una maggiore attivazione e in una migliore percezione ottica. Questo aumento di vigilanza svolge un’azione positiva sul processo di apprendimento della tecnica e sulla capacità di prestazione coordinativa, aumentando la precisione delle azioni motorie. Infine, attraverso un riscaldamento corretto e intensivo, si possono influenzare in modo positivo stati di sovraeccitazione e inibizione.

Il riscaldamento ed età

In ogni età, il riscaldamento si svolge secondo gli stessi principi di base. Bisogna sempre iniziare da un riscaldamento generale, poi specifico, ecc. ma la durata e l’intensità si modificano con l’aumentare dell’età: più l’atleta è anziano, più il riscaldamento deve essere prudente e progressivo, in quanto il rischio di infortunio con l’età aumenta per il processo degenerativo che nel muscolo avviene.

Il riscaldamento nei soggetti giovani e in quelli più anziani può andare dai 10 ai 60 min. in generale, nel settore scolastico, scuola calcio basta un riscaldamento della durata  di 5 min, che già garantisce un riscaldamento del 50%, visto il poco tempo per ragioni organizzative e di tempo non è possibile un riscaldamento ottimale .

Effetti del riscaldamento

Una problematica e non di poco sono gli effetti del riscaldamento. Dopo la cessazione si perdono mediamente 0.16 gradi ogni 10 min di pausa. Dopo i 15 min di pausa tra i due tempi regolamentari la temperatura scende in media di 2° C. La diminuzione della temperatura all’inizio del secondo tempo è collegata a una diminuzione del 2,4%. Problematica questa che fa riflettere sull’utilità del riscaldamento pre partita in quanto il portiere dopo aver effettuato il riscaldamento ,si ritrova molto spesso ad attendere diversi minuti l’ingresso in campo ,facendo rendere quasi nullo quello fatto in fase di riscaldamento.

Conseguenze per la pratica

Per migliorare il rendimento di gioco e una strutturazione ottimale della pausa nei giochi sportivi, i primi sette minuti della pausa dovrebbero essere utilizzati per colloqui sulla tattica e i minuti successivi per un nuovo moderato riscaldamento, in modo tale che, all’inizio del secondo tempo la temperatura del corpo aumenti di 2,1 C che comporta un miglioramento della prestazione e riduce gli effetti dovuti al raffreddamento.

Per concludere un argomento di così grande vastità, l’effetto allenante che il riscaldamento pre partita attua è fondamentale ai fini della prestazione e per i benefici che porta a tutto l’organismo. Bisogna però ricordarsi della problematica del calo termico che può essere aggirato sfruttando le pause per riscaldamento passivo attraverso ad esempio massaggi ,  per proseguire con un moderato riscaldamento che tenda a riportare tutto l’organismo  ad una temperatura adeguata.

Bibliografia

L’allenamento ottimale di Jurgen WEINECK

 

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