Con questo articolo vado ad ultimare quanto detto negli articoli precedentemente pubblicati sui tempi di reazione TR e le capacità motorie.

La scelta che il nostro cervello “encefalo” compie per far si che un movimento possa essere poi compiuto in modo meccanico in base ad uno stimolo esterno ricevuto, avviene attraverso pattern già in “dote” dalla nascita o acquisiti nel tempo come nel nostro caso con allenamento. I dati acquisiti vengono memorizzati, cosi come vengono memorizzate date, fatti ed eventi. Ogni volta che ci muoviamo quindi siamo in grado di ricordarci le sensazioni legata all’esecuzione di quell’atto e per tanto ricordiamo il gesto che abbiamo compiuto. Il nostro cervello non elabora la risposta motoria solo come atto compiuto, ma immagazzina in esso tutte le sensazioni legate al gesto stesso, sensazioni che il nostro organismo avverte attraverso recettori di cui il nostro corpo è costituito. La memoria per fatti ed eventi è detta memoria dichiarativa ,mentre quella per gli atti motori o per gesti sportivi è detta memoria procedurale o cinestetica.

Il giocare, l’allenarsi, l’apprendere nuovi gesti motori ,sono atti che vengono memorizzati nella memoria cinestetica  a cui possiamo attingere anche senza una precisa consapevolezza, a differenza della memoria dichiarativa. Un’altra distinzione è che nella memoria dichiarativa i dati memorizzati si scordano rapidamente e con relativa facilità, mentre quella cinestetica si formano con una continua ripetizione degli atti motori e con l’addestramento, ma si dimenticano anche difficilmente.

A dare atto di quanto detto basti pensare come sia semplice riprendere lo sport praticato anche dopo una lunga assenza.

L’elaborazione di ciò che avviene intorno a noi viene memorizzata in vari stadi, i dati poi vengono  filtrati, quelli con una ripetitività maggiore passano da un primo stadio molto basso intorino ai 250 millisecondi, fino ad arrivare in modo permanente nella nostra memoria, ovvero la memoria a lungo termine.

Da studi fatti da due studiosi amenricani, Schimidt e Wrisberg, si evince la presenza di tre distinti sistemi di memoria:

  • STSS (Short-Term Sensory Store) o magazzino sensoriale a breve termine;
  • STM (Short-Time Memory) o memoria a breve termine;
  • Ltm (long- Term Memory) o memoria a lungo termine.

L’allenamento ha come FINE il portare a memorizzare un gesto tecnico nella memoria procedurale o cinestetica, attraverso la continua ripetitività. Dopo tanta didattica per trasferire tutte queste informazioni, bisogna creare sempre allenamenti basati sulle situazioni, perché così creeremo nel portiere pattern sempre nuovi, e non con il solo fine di eseguire un movimento motorio nel miglior modo possibile, ma creeremo anche sensazioni che potranno aiutare in modo più tempestivo i tempi di scelta del nostro portiere e quindi lo aiuteremo a ridurre i tempi di reazione.

Bibliografia Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano di Francesco CASOLO

Mr. Francesco LAFORTEZZA

 

L’elaborazione e la scelta della risposta

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