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La Passione ed il Legame!

Lo sport in generale è un modo con cui poter esprimere attraverso la fantasia, l’emotività, il movimento, la propria personalità.

Fin dall’antichità lo sport rappresentava un momento in cui le abilità degli atleti, attraverso manifestazioni sportive, potevano essere messe in mostra. Abilità che potevano essere acquisite solo attraverso un duro lavoro, e rigide regole, dove onore e gloria rappresentavano l’apice massimo per un atleta.

Col passare del tempo lo sport in genere è stato visto come una grande possibilità di integrazione, aggregazione sociale e politica, ha dato la possibilità di avvicinare all’attività sportiva anche persone con deficit psicofisici.

Le Olimpiadi, una manifestazione che risale all’antica Grecia 776 a.C. ad Olimpia, all’inizio comprendevano un’unica gara, inseguito furono inserite altre discipline.

In seguito grazie ad un barone nel francese (1896), Pierre De Coubertin furono reintrodotte le Olimpiadi.

De Coubertin, cercava una spiegazione alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana (1870-1871). Giunse alla conclusione che i francesi non avevano ricevuto un’educazione fisica adeguata, e si impegnò per migliorarla. De Coubertin voleva anche trovare un modo di avvicinare le nazioni, di permettere ai giovani del mondo di confrontarsi in una competizione sportiva, piuttosto che in guerra. E la rinascita dei Giochi Olimpici avrebbe permesso di raggiungere entrambi gli obiettivi.

De Coubertin riteneva che lo sport riuscisse a livello globale tra nazioni a dissolvere dei dissapori degli attriti magari nati in epoche lontane. Quindi riteneva che lo sport potesse oltre che migliorare la qualità della vita dell’individuo, anche garantire un equilibrio a livello mondiale, dato dai valori stessi dello sport.

In seguito ci fu l’esigenza di far comprendere come l’attività fisica avesse dei benefici su persone diversamente abili, benefici che andavano ben oltre i risultati delle tradizionali terapie. I benefici dell’attività sportiva, del movimento furono anche di aspetto sociale, e riguardavano l’inclusione nella società, l’uscire dalle mura di casa e vivere a contatto con altre persone dando una prospettiva diversa della disabilità.

Giochi paralimpici, sono l’equivalente dei Giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche. Pensati come Olimpiadi parallele, prendono il nome proprio dalla fusione del prefisso para con la parola Olimpiade e i suoi derivati. La prima edizione riconosciuta come tale si disputò nel 1960 in Italia.

Come è noto da questo piccolo preambolo si intuisce che già dall’antichità lo sport era visto come un coadiuvante sensibilizzatore che riusciva a coinvolgere diverse culture, ceti sociali, religioni.

Ma al giorno d’oggi com’è visto il calcio e lo sport in genere?

Mai come adesso lo sport è un fattore indispensabile per la formazione del futuro essere umano, in un epoca dove i valori, i “VERI” valori, stanno subendo una metamorfosi. Lo stravolgimento delle famiglie e del rapporto genitori figli, i media i social, e tutti i bombardamenti che subiscono quotidianamente i bambini, stanno cercano di sviare dalla realtà e concretezza l’essere umano.

L’importanza dei valori, il movimento, il prendersi cura della propria persona, andare oltre i propri limiti, vivere nel rispetto del prossimo, avere ambizioni, questo e tanto altro sono le caratteristiche positive che lo sport può e deve trasmettere.

Ma come può un bambino in un epoca dove le distrazioni sono innumerevoli, gli spazi verdi sono limitati, dove a scuola fanno educazione fisica 50’ due volte alla settimana avvicinarsi allo sport?.

Se a questo aggiungiamo istruttori non qualificati, o qualificati ma incompetenti, società che non investono sui settori giovanili, ormai diventato un peso, dove si risparmia su tutto allenatori in primis, capiamo come sia difficile poter emergere con determinati presupposti.

Come detto lo sport in questo periodo è fondamentale perchè come i maestri scolastici sono un coadiuvante per la crescita, così la figura dell’allenatore sportivo ne diventa parte allo stesso modo.

Quindi il legame che si crea tra educatore e bambino è un legame di fondamentale importanza, perchè il bambino vede nel suo “Mister” un riferimento, un faro, non solo più a livello sportivo ma crea un legame, un sentimento che va oltre lo sport.

Il fanciullo è un “contenitore vuoto” ovvero che deve soltanto all’adulto tutto ciò di cui sarà  metaforicamente riempito. Cit. Maria Montessoni

Se il bambino è costruttore dell’uomo, non esisterà uomo che non sia stato formato dal bambino che egli era una volta. Cit. Maria Montessoni

Lo sport crea legami, se si penserà solo al ragazzo come fonte di guadagno non dando valore a tutto quello che negli anni lo sport ha dato, l’unico scenario a mio avviso sarà l’accentuarsi del fenomeno dell’abbandono e la perdita dei talenti.

Se un bambino/ragazzo ogni anno perde la figura di riferimento a cui si è legato o addirittura non gli viene più concessa, cosa avremo dato o creato in quel bambino?

I veri valori sono questi, il nostro patrimonio sono i bambini e noi ne siamo i responsabili, ma se pensiamo a loro solo come futuro guadagno si perde quello che realmente è l’obbiettivo finale ovvero quello di creare un UOMO con i giusti principi ed i giusti valori.

LA MAGGIORE GLORIFICAZIONE PER UN EDUCATORE DEVE ESSERE IL LEGAME CHE SI FORMA CON L’ALLIEVO, LA RICONOSCENZA DA PARTE DI QUEST’ULTIMO PER IL LAVORO SVOLTO CON LA MASSIMA PASSIONE E DEDIZIONE.

Dedicato a tutti i portieri che ho avuto l’onore di allenare, grazie per tutto quello che mi avete trasmesso e dato

Mr. Lafortezza Francesco

Fonti: Wikipedia, Montessori la mente del bambino.

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La Forza Funzionale nel portiere!

L’aspetto determinante di una prestazione sportiva passa sempre dalla continua ricerca di uno stimolo adeguato che possa essere il più efficace possibile così da garantire al nostro atleta la performance migliore. La sollecitazione allenante però, non va protratta nel tempo sempre in maniere crescente ma attraverso una programmazione che vari periodicamente, personalizzata ed individuale. Quando l’atleta arriva al proprio apice, l’allenatore dovrà mantenere nel tempo le capacità acquisite, dovrà il Preparatore altresì, tener conto dell’età dell’atleta e modificare in base ad essa lo stimolo allenante, per garantire una carriera la più lungimirante possibile.

La forza è la capacita di vincere una resistenza esterna attraverso una contrazione muscolare volontaria. In base allo stimolo e alla durata la forza si può “suddividere” in forza massimale forza resistente forza veloce.

La scienza, neuroscienza negli anni ha fatto passi da gigante dando sempre più informazioni su lo stimolo più consono da adottare, sfatando diversi miti del passato.

In passato si è sempre cercato di isolare lo stimolo (la forza) creando macchinari sempre più evoluti per cercare di concentrare l’allenamento solo nelle aree di interesse. Premessa anche se isolare uno stimolo fosse stata una concezione del passato è noto che anche la dove lo stimolo viene applicato per sviluppare una singola muscolatura ci sarà sempre un sinergia tra i vari distretti muscolari, il nostro organismo non può lavorare a reparti stagni.

Oggi invece si ricerca lo stimolo che più possa far interagire in modo coordinato tutti i distretti muscolari (catene cinetiche) atte ad operarsi per un unico fine (coordinazione inter-muscolare o intra-muscolare). L’ipertrofia del muscolo data da grandi carichi con allenamenti aspecifici sta pian piano svanendo, lasciando il passo ad ALLENAMENTI FUNZIONALI, quindi incentrati sul miglioramento del movimento dello sviluppo delle capacità coordinative, propriocettive, neuromuscolari e preventive.

ALLENAMENTI FUNZIONALI

L’allenamento funzionale in passato era utilizzato più per processi di recupero riabilitativi, oggi invece viene ristrutturato e modificato per apportare molteplici benefici all’atleta. L’allenamento funzionale può essere inserito in una seduta di allenamento come preriscaldamento, nella parte centrale della seduta combinata agli aspetti tecnici, o al termine della stessa. Gli allenamenti funzionali che io propongo sono:

  • SUSPENSION TRAINING CON TRX
  • CORE STABILITY
  • CORE ENDURANCE
  • CORE STRENGTH
  • FIT BALL

Questo piccolo elenco evidenzia solo una piccolo parte dell’allenamento funzionale, piccola parte che sto studiando con più attenzione. L’allenamento se non è inserito all’interno della seduta centrale, lo faccio svolgere con dei circuiti suddivise a stazioni con difficoltà crescente

Il mio intento è stimolare:

  • Forza
  • Resistenza
  • Equilibrio
  • Coordinazione
  • Flessibilità
  • Potenza
  • Stabilità del tronco (core)
  • Propriocettività
  • Cinestetica

Dopo un allenamento costante con questa metodologia ho riscontrato migliorie a livello coordinativo posturale, la forza funzionale è aumentata e l’equilibrio, ho notato che in fase di accelerazione e di decelerazione il portiere si riposizionava in postura in modo più celere ed efficace perché l’allenamento funzionale stimola il cervello a percepire in modo più “profondo” tutto il corpo. L’allenamento funzionale lo applico anche nel periodo evolutivo con le dovute precauzioni, il functional training come già detto permette ai più piccoli di conoscere il proprio corpo e segmenti corporei nello spazio a livello intrinseco ed estrinseco, tutto a beneficio dell’apprendimento e delle capacità coordinativo, ma cosa molto importante a prevenire paramorfismi.

In breve una mia analisi sul come migliorare e rendere più specifico lo stimolo allenante, dove l’esiguo tempo a disposizione per noi allenatori porta a dover studiare un allenamento (in qualsiasi fascia di età) il più completo ed efficace possibile, cosi da garantire la crescita, la continuità, la prevenzione e la lungimiranza al nostro atleta.

Mr. Francesco lafortezza – http://www.francescolafortezza.it