Il portiere ha intervistato il preparatore dei portieri della Reggina che ci ha raccontato la sua storia calcistica.

Ciao Antonio, parlaci un pò di te!

Ciao a tutti, nasco a Cosenza il 6/11/1987 e fino all’età di 17 anni ho sempre vissuto nella mia città. Poi, per via del calcio, iniziano i primi trasferimenti in giro per l’Italia. Ovviamente da ex portiere quale sono ho esordito a 16 anni in serie D con il Cosenza (giocando per metà campionato da titolare) per poi passare in ordine nel Sapri (serie D), nel Manfredonia (Serie C1), nel Bojano (serie D). Dopo di che, pian piano per vari motivi, ho iniziato ad avvicinarmi di nuovo a casa militando per altri 2/3 anni in squadre di Eccellenza e Promozione calabrese, fino all’inizio della mia carriera da Allenatore dei Portieri. Dopo questa breve prefazione, è facilmente deducibile che la mia vita è il calcio, lo è sempre stato e spero e credo fermamente che lo continuerà ad essere. Anche se ho avuto la fortuna di far diventare il calcio il mio lavoro, per me è anzitutto un hobby, un divertimento. Non ti nascondo che i miei piccoli ritagli di tempo li dedico ad attività di aggiornamento e di metodologie di allenamento. Quando posso amo stare con la mia famiglia, la mia ragazza e il mio adorato carlino.
Quando è nata la passione per il ruolo del portiere?
La passione per questo ruolo nasce prestissimo. All’età di 5 anni già frequentavo la scuola calcio e dopo il primo anno vissuto da attaccante decisi subito di passare al ruolo del portiere. Ricordo che anche quando giocavo con gli amichetti nel cortile di casa, ero sempre io a ricoprire questo ruolo.
Quando e dove hai iniziato la tua carriera da preparatore?
Ho iniziato ad allenare in una scuola calcio di Cosenza (A.S.D. Pietro Mancini, all’epoca Juventus Soccer Schools) all’età di 23 anni. Dopo circa 2 anni e mezzo arriva l’esperienza in Premier League maltese con il Qormi F.C. Poi lo scorso anno ho lavorato con il Cosenza Calcio, allenando i portieri del settore giovanile. Quest’anno sono l’allenatore dei portieri della prima squadra della Reggina 1914.
Cosa vuol dire per te essere un portiere?
Personalmente credo che essere portiere significhi avere una forza mentale fuori dal comune, in quanto la concentrazione deve essere sempre alta e un errore si paga a caro prezzo. Il portiere in campo è un uomo “solo” quasi contro tutti, poiché anche un compagno di squadra può metterlo in difficoltà con una deviazione. Proprio per tali responsabilità, ritengo che il ruolo del portiere sia delicato e speciale allo stesso tempo.
Cosa non deve mai mancare in un portiere?
Partiamo dal presupposto che un portiere deve “saper parare” per poi passare a quello che ormai è risaputo e che scrivono e dicono tutti, ovvero che con la trasformazione che ha avuto il calcio attualmente il portiere deve essere forte con i piedi e abile nelle uscite aeree. Considerando l’aspetto fisico, saranno avvantaggiati i portieri alti e dotati di una buona struttura muscolare. Caratterialmente il portiere deve essere un leader, il guardiano degli equilibri in campo, il cosiddetto “ago della bilancia”.

È più bello e gratificante parare o allenare?

Stiamo parlando della “mia vita”, (dal momento che sono passato dal parare all’allenare) e per questo motivo sarebbe difficile dare una risposta decisa.  A mio avviso dipende da che punto di vista si valuta la situazione. Ad oggi posso affermare sicuramente che è bello e gratificante parare ed è altrettanto bello e gratificante allenare.
Come inquadri il calcio nella tua vita attuale e futura?
Il calcio per me è tutto. So di saper fare questo mestiere e non dico di non poter fare altro ma sicuramente troverei grosse difficoltà nello svolgere altri mestieri. Purtroppo o per fortuna da quando sono nato mi sento a mio agio solo nel rettangolo verde e non riesco ad inquadrarmi altrove.
Conoscevi “Il Portiere” prima di questa intervista?
Ovviamente si. Utilizzo qualche social network solo ed esclusivamente per mantenere dei contatti calcistici ed utilizzo Facebook per seguire pagine che parlano di sport, di calcio e nello specifico di portieri. Da qui la conoscenza, ormai di vecchia data, della vostra pagina che rientra tra quelle da me seguite e più stimate.

Grazie Antonio!

a cura di Alberto Biasella

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