Il portiere ha intervistato il preparatore dei portieri Max Pirotta!

Chi è Max Pirotta? Parlaci un po’ di te.

Ciao ragazzi, chi sono? mah…sono un semplicissimo ragazzo di trentadue anni nato a Monza, cresciuto e vissuto a Sesto San Giovanni (Milano), che in questo momento con tanta fatica sicuramente è riuscito a far diventare una passione un lavoro. Non sono neanche all’inizio del cammino, è un continuo rodaggio e una continua evoluzione si spera sempre in meglio. Adoro il mio cagnolone “Benji”, si come Holly & Benji (ride ndr) e amo passare tanto tempo con lui facendo attività di ogni tipo. Cerco di dedicargli più momenti possibili e attualmente non è sempre facilissimo tra gli impegni.

Quando è nata la passione per il ruolo del portiere?

È nata presto, anzi prestissimo. Ricordo che mio zio Giuseppe mi regalò il primo paio di guanti visto che ogni volta mi vedeva calamitato verso quello spazio rettangolare mentre giocavo con gli amici. In terza media ero già 1.88 m ma tutto questo purtroppo non fu sfruttato vista l’assenza di un preparatore dei portieri. Purtroppo tutto questo più avanti venne fermato da un piccolo problema legato all’epilessia (grazie a dio solo in quel periodo della mia vita e mai più ripresentatosi) e quindi a sedici anni non potevo passare le visite. Quel problema però mi apri’ un’altra porta, quella della preparazione dei portieri. Ora a trentadue anni sono esattamente dieci anni che alleno.

Quando e dove hai iniziato ad allenare?

Ho iniziato a ventidue anni presso la Uso Capriate (al tempo scuola calcio Atalanta). Subito dopo ho passato diverso tempo alla Gsd Concorezzese dove ho incontrato tanti amici e gente che mi ha fatto stare benissimo. Poi sono arrivato alla Cosov Villasanta (Scuola Calcio Ac Milan) dove tutt’ora alleno i portieri dell’attività di base e dove grazie a tre persone speciali come la presidentessa Angela Calloni, Giulio Di Mauro e Luca Galbussera, mi è stata data la possibilità di aprire una mia scuola portieri: la Cosov Goalkeeper Academy dove teniamo lezioni private e facciamo camp sul ruolo del portiere. In contemporanea alla Cosov ho potuto allenare per brevi periodi il Brugherio (Scuola Calcio Monza) e il Renate (Giovani Renate).

Da un anno e mezzo a questa parte sono anche preparatore personale per due portieri professionisti e a inizio stagione invece parallelamente a tutto il resto è iniziato il mio lavoro come responsabile portieri e preparatore dei portieri per il Milan Ladies (squadra che milita nel campionato di Serie B Femminile).

Dal 3 Novembre invece mi troverete anche presso la Academy All Soccer, ovvero un’accademia di tecnica individuale nonché anche partner e organizzatrice dei Milan Junior Camp. Avrò il compito di coordinare l’area portieri dell’academy e preparare tutti i portieri.

Inoltre da diverso tempo sto studiando per prendere i patentini AIAP (Associazione Italiana Allenatori Portieri), sono al terzo ed ultimo traguardo del percorso che precede il Master, il prossimo mio obiettivo sarà quello di avere la mia/nostra Cosov Goalkeeper Academy come scuola portieri riconosciuta dall’associazione.

Cosa vuol dire per te essere un portiere?

Rispondo con una mia frase che c’è anche sul mio sito www.maxpirotta.com!

“..perchè i portieri per me sono speciali?

sono vestiti diversamente, possono prendere la palla con le mani, sono unici e volando tra i pali devono lasciare a terra le loro paure, il peso della responsabilitàdi dover parare “quel pallone”.

Sono cosi speciali da meritare una persona che si dedichi a loro in modo esclusivo. Il Preparatore dei Portieri.” So cosa vuol dire coprire quei pali e so le paure che ha un ragazzo e un bambino, cosa vive in quei momenti quando si trova da solo e non c’è nessuno se non lui, il suo coraggio e le sue doti tecniche che però precedentemente devono essere sviluppate correttamente.

Lavorare sin da piccoli sull’aspetto mentale del portiere, porta risultati incredibili. Bisogna insegnare subito la comunicazione e il rapporto con i difensori, facendo capire anche ai bambini che giocano fuori che il portiere ha una visione totale del campo e lui ha il compito delle marcature e di dare continue indicazioni.

Vedere bimbi di 8-9-10 anni inoltre che giocano all’inizio del cerchio di centrocampo quando tutta la squadra è su, è il risultato che quello che si fa anche in spogliatoio è importante. Io l’ho fatto e lo faccio sempre, prima di entrare in campo, parliamo delle partite, cosa hanno fatto di buono e cosa invece è da sistemare (ps: non possono mentire, perchè in campo ci sono anche io).

Come inquadri il calcio nella tua vita attuale e futura?

Come il mio lavoro! Spero che tutto vada avanti e si evolva come sta accadendo in questo periodo. Anche dopo gli allenamenti torno a casa e spesso mi ritrovo a fare editing video per poi metterli online sulla mia pagina, rivedere esercizi per il giorno dopo e studiare nuove soluzioni ogni volta. Se voglio qualcosa non bisogna mollare e nel mio caso sopratutto adesso che qualche risultato sta venendo fuori.

A chi ti ispiri come preparatore?

Non ne esiste uno solo, da tutti si può imparare sempre qualcosa. Però coloro che stimo di più sono Alfredo Magni, Claudio Filippi, Adriano Bonaiuti, Max Marini, David Dei, Mario Capece e tantissimi altri…tutte persone che ammiro fortemente dalle quali ho da imparare in silenzio cercando di capire il più possibile. Ma in assoluto il preferito rimane Ernesto Garcia, per il suo spirito, la grinta, la passione e lo studio nei particolari in ogni esercizio..insomma mi sento un pò lui in versione “pocket” (ride ndr).

Conoscevi “Il Portiere” prima di questa intervista?

L’ho conosciuto tramite Facebook, siete tra le prime parole che ho cercato dopo l’iscrizione e siete comparsi subito!

Grazie Max!

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